Pubblicato da: goccedivita | 28/04/2012

La paura di indossare quel cappotto…

Come si può desiderare ardentemente qualcosa e allo stesso tempo avere paura di percorrere il cammino che ti porterà poi al suo raggiungimento?
È la domanda che mi sto facendo negli ultimi giorni.
Desidero qualcosa con tutto il cuore, ma allo stesso tempo fuggo da quella visione, da quel sogno e lo faccio attraverso piccoli e continui gesti.
È come se un gentiluomo stesse in piedi di fronte a me con uno splendido cappotto in mano, aspettando che io mi avvicini per aiutarmi ad indossarlo, mentre io invece perdo tempo. Sto lì che ogni tanto gli lancio uno sguardo immaginandomi come potrei starci bene, e poi invece lancio uno sguardo a ciò che mi circonda, a ciò che sto facendo e che vorrei continuare a fare.
Credo che la risposta a questa cosciente resistenza sia: PAURA.
Paura di deludere, paura di essere delusi, paura di non farcela, paura delle responsabilità. Paura, paura, paura… la più viscida tra le nemiche.
Non la puoi vedere, non la puoi toccare, ma lei è sempre lì, è lì che ti aspetta. Invasiva, invadente, irragionevole, arrogante, insaziabile, impietosa.
Non la vedi ma la sua forza è tale da riuscire a paralizzarti. È lì soprattutto ogni volta che stai per fare qualcosa di nuovo, nella sua rigidità lei, implacabile e minacciosa, ti ricorda con precisione di dettagli tutti gli errori commessi e tutte le sofferenze vissute.
La paura ti blocca, ti obbliga a rimanere nel punto esatto in cui ti trovi senza poter andare avanti.
Così mi chiedo… come si fugge dalla paura?
Nel mio cuore c’è una sola risposta: NON SI PUÒ.
Non si fugge dalla paura. LA PAURA SI AFFRONTA.
Bisogna accettare quella sfida per cui lei ti ha già gettato addosso il guanto.
Non deve vedere le nostre spalle, ma la nostra faccia, affinché veda ed ammiri la nostra splendente armatura:
la nostra cinta, la nostra corazza, i nostri calzari, il nostro scudo, il nostro elmo, e ultima ma non ultima la nostra spada. (Efesini 6:13-17)
Non si può essere così ingenui da pensare che si possa riuscire a seminarla in alcun modo. Lei è attaccata a noi ben stretta.
Così l’unica soluzione è darle un taglio netto. La paura fa parte della nostra vita. Non possiamo fare a meno che si presenti, ma possiamo impedire che ci paralizzi, pregiudicando, influenzando e manipolando così il nostro futuro.
Così guardo quel cappotto e anche se alcuni pensieri non mi lasciano ho deciso di andare incontro a quell’uomo che gentilmente me lo porge.
Eh già, meno male che c’è Lui che mi aiuterà ad indossarlo…

Nell’amore non c’è paura, anzi l’amore perfetto caccia via la paura.” (1Giovanni 4:18)

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